Viaggio alla ricerca della storia del Fucino – 23 maggio 2026 – Avezzano e dintorni
Sabato 23 maggio 2026, il nostro Club ha organizzato una escursione sul piano del Fucino alla ricerca della sua storia e della sua trasformazione. Il lago del Fucino era, per dimensione, il terzo lago d’Itala, dopo il Garda ed il lago Maggiore. Aveva una superfice di oltre 160 Kmq. I Marsi, che abitavano le coste del lago, gente fiera ed intrepida, dei quali Roma diceva «Nec sine marsis nec contra marsos triumphari posse», da tempo richiedevano a Roma di poter far defluire le acque.


Vari furono i tentativi ma, solo nel 52 d.c. sotto l’imperatore Claudio la cosa ebbe successo. I suoi ingegneri ed idraulici realizzarono un canale sotterraneo di ben 6 km ca., 6 cunicoli di accesso e ben 32 pozzi. L’opera fu realizzata in 11 anni con l’utilizzo di 32.000 schiavi. Abbiamo percorso 200 m del cunicolo romano di accesso scendendo ad una profondità di 40 m. Discesa agevole ben organizzata dalla Soprintendenza diretta dalla Dott.ssa Emanuela Ceccaroni. Ci ha agevolato il cammino una fresca naturale ventilazione dovuta ai numerosi pozzi verticali che incontravamo.
Successivamente siamo scesi a visitare l’Incile, cioè l’accesso all’attuale ingresso di captazione delle acque realizzato tra il 1826 ed il 1875 dal principe Torlonia. Dopo la realizzazione di Claudio, successivamente alla caduta dell’Impero e con le invasioni barbariche, il canale sotterraneo si ostruì e si riformò il lago come antecedentemente. I lavori di riattivazione furono iniziati, sotto i Borboni, da una società di cui faceva parte Alessandro Torlonia e furono terminati sotto il Regno d’Italia da Alessandro, divenuto nel frattempo unico azionista. Furono lavori costosi tanto che il principe sosteneva che “o lui avrebbe prosciugato il Fucino od il Fucino avrebbe prosciugato lui!”. Torlonia diviene naturalmente proprietario di 14000 ettari di fertile terreno coltivabile.


Le colture principali che tutt’ora persistono sono: la patata, carota, barbabietola da zucchero, finocchi etc. Malgrado il terreno fertile le condizioni offerte non buone ridussero i coltivatori in grame condizioni. Essi decisero di attuare uno sciopero “a rovescio”, cioè lavoravano richiedendo il pagamento delle prestazioni. La situazione durò fino al 1951 quando lo stato espropriò i terreni ai Torlonia distribuendo i terreni ai coltivatori, che poterono riscattarli e divenire proprietari. Successivamente siamo passati a visitare la pregevole chiesa di S. Maria in Valle Porclaneta, località Rosciolo dei Marsi. La chiesa risale all’800 circa ma la versione attuale è romanica, con forti influssi orientali. D’altro canto, l’Impero Romano d’oriente faceva sentire il suo influsso con i suoi monaci e le sue maestranze. Influssi che si ritrovano nella parte descrittiva dell’ambone e sulla lavorazione della pregevolissima iconostasi in legno che attraversa tutta la chiesa. Così pure il nartece che protegge la lunetta gotica dell’ingresso.
Spesa la mattinata in queste rievocazioni storiche abbiamo avuto il piacere di un momento di riposo in un grazioso ristorantino dove una signora piemontese ed il suo cortese marito abruzzese ci hanno rifocillato con una gastronomia mista degli influssi delle due regioni. l pomeriggio se ne è andato con la visita del castello di Celano, bel maniero ben restaurato ed oggi sede di due pregevoli collezioni. Abbiamo potuto ammirare i reperti romani, della collezione Torlonia,rinvenuti al momento dello svuotamento del Fucino e che rappresentano la vita delle popolazioni marse nel periodo postclaudiano quando il lago era parzialmente vuoto. L’altra collezione raccoglie una serie di opere di arte sacra nella quale spiccano diverse pregevoli croci pastorali in oro ed argento a sbalzo dei XVI e XVII secolo.


L’iniziativa è piaciuta molto e ringraziamo la socia dott.ssa Tina leopardi che così ha voluto commentare: “Quando la sete di conoscenza e la curiosità vince ogni perplessità, vivi con meraviglia un’esperienza sensoriale e visiva di luoghi celati ai più. La storia, l’ingegno, la tenacia, l’arte e la bellezza dei siti Cunicoli di Claudio, l’Incile ed il santuario di S. Maria in Valle a Rosciolo dei Marsi hanno reso un comune sabato in una meravigliosa giornata rotariana.” (Testo di Francesco Simoncelli)







