Il Rotary club di Sulmona incontra SNAM

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Il Rotary club di Sulmona incontra SNAM – Sulmona, 21 gennaio 2026 – ‘Spazio Pingue’

“La Linea Adriatica e l’impianto di compressione di Case Pente, opere strategiche nella politica energetica nazionale: impatti e benefici per il territorio”

Il Rotary Club di Sulmona ha organizzato, il 21 gennaio 2026, nella sala “Spazio Pingue”, un incontro informativo con la società Snam, rappresentata dall’ingegner Maria Sferruzza, Executive Director Engineering – Construction & Solutions. È seguito l’intervento della professoressa Anna Morgante, dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Pescara. A moderare l’incontro è stato il professor Mario Pelino, ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università dell’Aquila e presidente del Rotary Club di Sulmona.

“Abbiamo inteso organizzare questo incontro – ha spiegato il professor Pelino – perché crediamo che il ruolo di servizio che è alla base delle attività rotariane sia proprio quello di affrontare temi e scelte importanti che interessano e fanno discutere la comunità. Abbiamo dunque ritenuto che sulle opere che sta realizzando Snam sul nostro territorio era necessario fare adeguata informazione, senza pregiudizi, acquisendo gli elementi per consentire a ognuno di avere una propria opinione. Alla presentazione del progetto è seguito un articolato dibattito con una sessione di domande da parte della controrelatrice professoressa Anna Morgante e soprattutto da parte dei numerosi presenti, che hanno consentito di affrontare e chiarire molti aspetti e molti dubbi sull’impatto che le opere hanno sul territorio. Un incontro che tutti i partecipanti hanno ritenuto utile, proficuo, necessario”.


L’ingegner Sferruzza nel suo intervento ha spiegato che l’impianto di compressione attualmente in costruzione a Sulmona fa parte di un’opera strategica più ampia, la cosiddetta Linea Adriatica, un’infrastruttura necessaria per aumentare e garantire la sicurezza, la flessibilità e l’efficienza della rete nazionale. Una necessità che negli ultimi anni è stata accelerata a seguito del conflitto russo-ucraino, divenendo strategica e urgente non solo per l’Italia ma per l’Europa. 

Prima della guerra, circa il 40-50% del gas consumato in Italia proveniva dalla Russia e con ingresso dal nord Italia e rimanendo in larga parte nel nord del Paese, dove sono concentrati i maggiori consumi. Con la progressiva eliminazione del gas russo, è stato necessario sostituire quelle forniture con gas proveniente da altri punti di ingresso, soprattutto implementando i flussi dal sud e dall’est, in particolare attraverso il gasdotto TAP, il cui approdo è in Puglia e i già esistenti gasdotti con i paesi del nord Africa oltre che attraverso l’utilizzo di rigassificatori nel centro-nord, come a Ravenna e Piombino, capaci di ricevere gas liquefatto e di trasformarlo in gas da immettere nella rete.

Maria Sferruzza

Questo nuovo scenario ha richiesto una rete capace di trasportare grandi volumi da sud verso il centro e il nord del Paese. Da qui la strategicità della Linea Adriatica, che comprende quattro opere principali che si collegano alla rete già esistente, ossia la centrale di Sulmona, e i nuovi tratti di metanodotti Sulmona-Foligno, Foligno-Sestino e Sestino-Minerbio. Ogni tratto è indipendente perché si innesta su una rete già esistente, ma l’efficienza e la flessibilità del sistema viene massimizzata con il completamento dell’intera linea che consente di trasportare fino a 10 miliardi di metri cubi di gas in più dal sud al nord, un incremento significativo considerato che la domanda complessiva italiana è di circa 63 miliardi di metri cubi.

Anna Morgante
Francesca Tresoldi, Project Manager Snam