“Importanza della prevenzione in Urologia”

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 Incontro con il prof. Salvatore Siracusano, primario di Urologia sul tema: “Importanza della prevenzione in Urologia– Hotel ‘Ovidius Santacroce’ – Sulmona, 27 febbraio 2026

l prof.Salvatore Siracusano, laureato in Medicina a Genova, specialista in Urologia nel 1989 presso l’Università di Genova nel 1984 e Specialista in Microchirurgia nel 1993 presso l’Università dimPavia, ha compiuto uno stage all’estero per il perfezionamento della chirurgiaurologica ricostruttiva presso l’Università di Boston, San Francisco ed Innsbruck tra i l 2000 e il 2003, Professore Associato dal 2005 al 2015 presso l’Università diTrieste, dal 2015 fino al 2020 presso l’Università di Verona e dal 2020 sino a d oggi presso l’Università dell’Aquila di cui è Direttore della Scuola di Specializzazione. Ha ottenuto a numerosi riconoscimenti, ha pubblicato più di 400 lavori, ha effettuato più di 6000 interventi nell’ambito dell’uro-oncologia e dell’endoscopia. Attualmente è anche convenzionato presso la ASL N.1 dell’Aquila – Unità Operativa di Urologia presso l’ospedale di Sulmona, presso il quale è intenzionato ad aprire una scuola di specializzazione dell’università dell’Aquila per i laureati in medicina.

Il prof. Salvatore Siracusano a destra nella foto.
Il prefetto RC Sulmona, Tina Leopardi, legge il curriculum del prof. Siracusano.

Il prof. Siracusano ha prevalentemente illustrato la situazione attuale dei tumori dell’apparato genitale maschile, a partire da quello dei testicoli, che attualmente è curabile al 90%. La prevenzione consiste nell’autopalpazione e il sintomo può essere una sensazione di pesantezza del testicolo. La prova più della guarigione da questo tumore è il ciclista Lance Armstrong, che è tornato a gareggiare dopo la cura. Si è passato poi al tumore delle prostata, la cui prevenzione va fatta fra i 50 e i 70 anni di età. Per i pazienti afro-americani o di pelle nera in generale, vi è maggiore predisposizione per questo tipo di tumore, quindi la prevenzione andrebbe iniziata verso i 45 annI. fattori di rischio sono obesità, ipertensione e fumo. Dopo gli 80 anni, il tumore alla prostata non sarà la causa primaria di morte.Nei prossimi 7-10 anni è previsto un calo del 50%di questo tumore, così frequente, ma che può andare avanti anni asintomatico e ‘dormiente’ per anni e anni. Il calo potrà avvenire per l’avvento di un vaccino, che si sta studiando negli USA. Fino ad oggi le operazioni sui pazienti sono state condotte con l’aiuto della robotica, ma il prof. Siracusano prevede che vi sarà in futuro un calo di questa tecnologia, perché sarà preferita l’esperienza del singolo medico. 

Poi si è esaminato il tumore del pene, che è più insidioso, richiede autoispezione e può essere causato anche da scarsa pulizia intima. Il tumore alla vescica riguarda anche il sesso femminile, ma con un rapporto 1:4 rispetto a quello maschile e viene occasionalmente rivelato da un’ecografia. Si è parlato anche dei tumori renali, il cui sintomo è l’ematuria (tracce di sangue nelle urine), ma solo quando il tumore è delle dimensioni di 6-7 centimetri. Dopo una breve serie di domande, l’interessante incontro con Salvatore Siracusano è terminato, con la sua promessa di partecipare a qualche nostro prossimo evento.

Il presidente dona il ‘gagliardetto al prof.
Siracusano.